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Ebook I sommersi e i salvati by Primo Levi read! Book Title: I sommersi e i salvati
Date of issue: 1991
ISBN: 8806126954
ISBN 13: 9788806126957
The author of the book: Primo Levi
Language: English
Format files: PDF
The size of the: 382 KB
Edition: Einaudi

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CAMPO DI ANNIENTAMENTO
A prima vista la Shoa appare materia senza grigio, senza sfumature: il bianco delle vittime, il nero dei carnefici.



Ma è anche materia delicata come un castello di carte, perché, come dimostra Primo Levi in questa breve magnifica ulteriore riflessione sull’argomento, la zona grigia esiste eccome: è quella piega ambigua dello sterminio, si annida in quella schiera di persone che ha subito l’ulteriore oltraggio di essere sporcata dal proprio aguzzino.
È una zona grigia, dai contorni mal definiti, che insieme separa e congiunge i due campi dei padroni e dei servi.
La vita nei Lager comportava una regressione, riconduceva a comportamenti selvaggi, trasformava anche la vittima in un essere primordiale, svincolato da ogni legame di solidarietà con i suoi simili. Una vischiosa ambiguità.



Sono rimasto particolarmente colpito da quest’opera scritta da una vittima famosa del Lager: semplice, sintetica, lucida, profonda, acuminata, senza aggressività, senza odio… quasi come se Levi fosse uomo di fede.

Ma non lo era, affatto.

Come Jean Améry, sostiene che i credenti nel Lager vivevano meglio, erano accomunati dalla forza salvifica della loro fede, il loro universo era più vasto del nostro, più esteso nello spazio e nel tempo, soprattutto più comprensibile.
Ma né Levi né Améry abbracciarono fede religiosa o politica.

Una voce sobria nel tono e fatta di poche parole chiare, che si alza molto alta.
Levi non si accontentò dei pur notevoli risultati della sua opera letteraria: questo libro, dopo quaranta anni di distanza da quegli avvenimenti, rimane a testimoniare il suo irriducibile tentativo di capire e di spiegare.

Aggiunge aspetti importanti a un tema immenso.
Sembra un sassolino, invece è un macigno.
Sembra un testo di passaggio, invece è basilare, imprescindibile.



Mi colpisce quanto Levi sia consapevole che l’Orrore possa ripetersi, quanto sia lucido sul fatto che per quanto fuori portata, la sua vicenda si rispecchia in vicende simili che lui stesso indica (la Cambogia è citata più volte).
Ciò che è stato possibile perpetrare ieri, potrà essere nuovamente tentato domani, potrà coinvolgere noi stessi o i nostri figli. È avvenuto, quindi può accadere di nuovo.

Era un uomo, ed è rimasto un uomo.
Anche là dove molti si sono trasformati, o persi.

I salvati, i superstiti, non sono i testimoni veri. Noi sopravvissuti siamo una minoranza anomala oltre che esigua: siamo quelli che, per loro prevaricazione o abilità o fortuna, non hanno toccato il fondo. Chi lo ha fatto, chi ha visto la Gorgone, non è tornato per raccontare, o è tornato muto; ma sono loro, i sommersi, i testimoni integrali, coloro la cui deposizione avrebbe avuto un significato generale. Loro sona la regola, noi l’eccezione.


Primo Levi.

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Read information about the author

Ebook I sommersi e i salvati read Online! Primo Michele Levi (Italian: [ˈpriːmo ˈlɛːvi]; 31 July 1919 – 11 April 1987) was an Italian chemist and writer. He was the author of several books, novels, collections of short stories, essays, and poems. His best-known works include If This Is a Man (1947), his account of the year he spent as a prisoner in the Auschwitz extermination camp in Nazi-occupied Poland; and his unique work, The Periodic Table (1975), linked to qualities of the elements, which the Royal Institution of Great Britain named the best science book ever written.

The Jews were rounded up for deportation to eastern concentration and death camps. On 21 February 1944, the inmates of the camp were transported in twelve cramped cattle trucks to Monowitz, one of the three main camps in the Auschwitz concentration camp complex (Levi's record number was 174,517). He spent eleven months there before the camp was liberated by the Red Army on 18 January 1945. Of the 650 Italian Jews in his transport, Levi was one of twenty who left the camps alive. The average life expectancy of a new entrant at the camp was three months.

Shortly before the camp was liberated by the Red Army, he fell ill with scarlet fever and was placed in the camp's sanatorium. On 18 January 1945, the SS hurriedly evacuated the camp as the Red Army approached, forcing all but the gravely ill on a long death march to a site further from the front.

Although liberated on 27 January 1945, Levi did not reach Turin until 19 October 1945. After spending some time in a Soviet camp for former concentration camp inmates, as a result of the Armistice between Italy and Allied armed forces, he embarked on an arduous journey home in the company of former pre-1946 Italian prisoners of war from the Royal Italian Army in Russia. His long railway journey home to Turin took him on a circuitous route from Poland, through Belarus, Ukraine, Romania, Hungary, Austria, and Germany. In later writing, he noted the millions of displaced people on the roads and trains throughout Europe in that period.

In the Academy Award-winning 2003 film by Denys Arcand, Les Invasions Barbares (The Barbarian Invasions), the main character expresses outrage at the apparent apathy of the Roman Catholic Church during World War II toward the Holocaust: "Pius XII sitting on his ass in his gilded Vatican, while Primo Levi was taken to Auschwitz... It's despicable! Hideous!". In another scene the same character wishes that he had written The Gulag Archipelago by Aleksandr Solzhenitsyn and Levi's The Periodic Table. Later in the film, a French edition of If This Is A Man (Si c'est un homme) is prominently shown on the same character's bookshelf.

Christopher Hitchens' book The Portable Atheist, a collection of extracts of atheist texts, is dedicated to the memory of Levi, "who had the moral fortitude to refuse false consolation even while enduring the 'selection' process in Auschwitz". The dedication quotes Levi in The Drowned and the Saved, asserting, "I too entered the Lager as a nonbeliever, and as a nonbeliever I was liberated and have lived to this day."

The Primo Levi Center was named after the author.

In the Warehouse 13 episode "No Pain, No Gain," Primo Levi's scarf is featured as an artifact. The wearer gains "deep insight and intellect. Side effects may include prolific bouts of writing and intense thought provocation".

David Blaine has Primo Levi's concentration camp number, 174517, from Auschwitz tattooed on his left forearm.

More: http://en.wikipedia.org/wiki/Primo_Levi


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